Pellegrinaggio in onore della Madonna del Pollino

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La Festa della Madonna del Pollino è una delle più importanti della montagna calabro-lucana e si tiene ogni anno a San Severino Lucano (Potenza), in tre tempi distinti:

cp2 Giugno, la salita:

Santuario della Madonna del Pollino.

La prima domenica di giugno, all’alba dopo la Messa, da San Severino Lucano, si avvia il pellegrinaggio che porterà la Statua della Madonna al Santuario, che si erge a 1.537 metri di altezza sulle pendici del monte Pollino, dove arriverà al tramonto dopo aver percorso ben 18 km. Il Santuario, venne edificato nel XVIII secolo, nel luogo, secondo la tradizione la Madonna apparve ad un pastore. Lungo il cammino sono effettuate alcune fermate di ristoro e di preghiera in strutture di mattoni a bordo strada, dette pisuoli, oltre ad una lunga sosta presso la frazione di Mezzana, dove viene celebrata la Messa nella Chiesa di Maria Santissima dell’Abbondanza. Inoltre, in occasione delle “poggiate” (soste) della statua gli abitanti delle zone in cui si trovano i pisuoli offrono ai pellegrini vino, caffè, latte, biscotti e frittelle. L’incarico di trasportare la statua è affidato ai membri della Confraternita di San Severino Lucano, riconoscibili da un gilet di velluto amaranto, che seguono precise consuetudini non scritte, che riguardano:

  • la posizione del portatore rispetto alla statua,
  • la durata del suo sforzo,
  • il tratto da esso percorso.

cp4Al pellegrinaggio partecipano alcune persone che, lungo l’itinerario sconnesso, portano sul capo le “cinte” – pesanti strutture di legno, vuote all’interno ed a forma di cubo dove sono infilati fasci di cereali e candele – che costituiscono una forma di ex voto. I pellegrini, durante il loro cammino sono accompagnati dai cantori e dai suonatori di zampogna, organetto e tamburello, che li invitano anche a ballare, poiché la danza è vista come un modo per esprimere la propria devozione a Maria Vergine: la tarantella, che normalmente è legata ad occasioni ludiche, qui assume la forma di “danza devozionale” che, per alcuni studiosi, ha la stessa valenza della preghiera e che contribuisce ad avvicinarsi a Dio. Luglio, la festa Nel primo fine settimana (venerdì, sabato e domenica) di luglio si svolge la parte più importante di questa festa devozionale in onore della Madonna del Pollino, da giugno custodita nel Santuario sul monte. Molti fedeli, provenienti dalla Basilicata e dalla Calabria, raggiungono il Santuario della Madonna del Pollino, sia in automobile, sia a piedi lungo gli antichi tratturi montani. L’area sacra è priva di strutture d’accoglienza, pertanto, i pellegrini che decidono di onorare la Madonna portano con sé il necessario per trascorrere le notti e per il sostentamento.

Dopo l’omaggio alla Madonna custodita nel Santuario, al proprio arrivo,è il momento degli incontri, dei saluti e dello scambio di prodotti tipici. I tre giorni di permanenza nel Santuario sono scanditi da momenti celebrativi, devozionali e folcloristici precisi dettati dalla tradizione:

  • Venerdì (pomeriggio) tutta l’area inizia ad animarsi di molti piccoli eventi che coinvolgono questa comunità temporanea di fedeli. Si diffonde il suono delle zampogne, delle surduline (una particolare zampogna diffusa soprattutto nell’area del Pollino e dell’alto Jonio, di piccole dimensioni), degli organetti e dei tamburelli. I suonatori vanno al Santuario, eseguono suonate e danze devozionali davanti alla Madonna, per poi ritornare all’accampamento, dove è consuetudine portare i “suoni” ai più anziani della comunità, che partecipano attivamente, suonando, cantando o ballando e che, per tradizione, ricambiano la visita dei suonatori e dei danzatori con insaccati, carne arrostita e vino. Quando è sera la montagna si illumina dei fuochi, sui quali, per tradizione, i pellegrini cuociono la carne. Nel frattempo, all’interno del Santuario, i devoti continuano a rendere omaggio alla Madonna. Alcuni, rimangono in chiesa per vegliare per tutta la notte rivolgendosi a Maria Vergine con preghiere, litanie e canti. Processione sul monte con la Statua della Madonna del Pollino
  • Sabato: durante la mattina l’area intorno al Santuario, si affolla gradualmente di fedeli. Alle ore 11.00 esce dalla chiesa, la processione: sulla dorsale, tra le valli del fiume Frido e del Sinni, la Statua della Madonna del Pollino benedice il “popolo lucano” e poi, dall’altro versante, il “popolo calabrese”. La processione si svolge lungo le strade della montagna, preceduta dal clero e dalle donne con le cinte e seguita dai suonatori, ad ogni “poggiata” (sosta) i fuochi pirotecnici salutano la Madonna. Durante le fermate, i fedeli manifestano apertamente le motivazioni personali che li hanno spinti ad effettuare il pellegrinaggio: c’è chi rivolge richieste, chi ringrazia per la grazia ricevuta ed altri espiano una colpa. Alle 13.00, termina la processione con il rientro della statua nel Santuario dove rimarrà per tutta l’estate. I fedeli ritornano nell’accampamento per il pranzo. Per tutto il pomeriggio e la notte del sabato la convivialità e l’allegria dominano la comunità temporanea dei fedeli. Pellegrini che portano per ex voto con le “cinte”
  • Domenica, dopo aver salutato la Madonna e aver raccolto le proprie cose ed oggetti devozionali e taumaturgici (scaglie di pietra ed erbe medicinali raccolte nell’area del Santuario) i pellegrini si avviano per rientrare nelle località di provenienza.

Settembre, la discesa. Nella seconda domenica di settembre la statua della Madonna del Pollino rientra nella sua dimora invernale. Il rito della discesa inizia il sabato. I fedeli salgono al monte, come per la salita, anche in questa occasione i membri della Confraternita di San Severino Lucano coordina ed organizzano il rito. La notte è vissuta in modo molto più intimo e silenzioso di quelle che caratterizzano i giorni della festa di luglio. All’alba i membri della Confraternita ripongono la statua della statua della Madonna sulla base processionale che servirà per il trasporto a valle. Dopo la Messa, inizia la processione accompagnata, ancora una volta, dal suono delle zampogne e degli organetti. Il passaggio e la sosta nei borghi vede il rinnovarsi del rito dell’offerta di ciambelle dolci, vino e caffè. All’arrivo nella frazione di Mezzana, la statua viene posata e alle 12.00 viene celebrata la Messa nella chiesa del paese. Ancora un tratto di strada e poi la statua arriva a San Severino Lucano, dove, prima di rientrare in chiesa, i membri della Confraternita la innalzano per tre volte prima di ricollocarla nella sua dimora invernale.

Riconoscimenti:

  • L’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia ha riconosciuto l’evento, quale Patrimonio immateriale d’Italia

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