A Muro Lucano fu assassinata nel 1382 la regina Giovanna I

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Torbide trame IL tragico destino della sovrana D'Angiò legato all'antipapa d'Avignone e alle lotte in seno alla Chiesa.Lo scenario naturalistico Valle del Marmo Platano, rigogliosa e ricca di corsi d’acqua, fa da splendido sfondo a uno dei borghi in assoluto più belli e impattanti della regione, Muro Lucano (Pz). A chi vi arriva si presenta come un incredibile gigantesco presepe con le sue abitazioni aggrappate alla collina su cui sorge e disposte in modo tale da formare un anfiteatro naturale quasi perfetto. Un tappeto di tetti di case le une sulle altre conduce al castello, in cima al borgo, risalente al X secolo., anche se modificato nelle forme in seguito a un devastante terremoto del 1694.

     Arte e battaglie Nel museo resti di antiche battaglie e delicati oggetti d'arte a partire dall'Età del bronzo.

Arte e battaglie
Nel museo resti di antiche battaglie e delicati oggetti d’arte a partire dall’Età del bronzo.

Fra le sue possenti mura nel 1382 la regina Giovanna I D’Angiò, sovrana di Napoli deposta dal trono in seguito alla scomunica da parte di Papa Urbano VI per aver sostenuto l’antipapa di Avignone, venne assassinata dai sicari mandati dal cugino usurpatore Carlo III, diventato nel frattempo nuovo re del regno di Napoli.

Atmosfere di trame segrete e tradimenti che ancora aleggiano fra i vicoli del borgo donandogli un fascino ulteriore al pari di quelle, ancor più lontane nel tempo, che riecheggiano più a valle, nell’area del Pianello. Qui sorse, in seguito alle invasioni barbariche, l’agglomerato urbano di Numistro nei cui pressi si combatté nel 210 A.C. images (36)una delle battaglie che in terra lucana vide opposto, durante la seconda guerra punica, l’esercito cartaginese di Annibale a quello romano, in questo caso condotto dal console Marco Claudio Marcello. Tutta l’area ha restituito, infatti, alla luce numerosi reperti archeologici, molti dei quali risalenti anche all’Età del bronzo. E’possibile ammirarne una parte, insieme ai molti altri ritrovati nell’intero Marmo Platano, nel Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano, allestito nel cinquecentesco ex Seminario vescovile che, insieme alla Cattedrale, l’Episcopio e la Curia, costituisce un imponente complesso monumentale. images (32)Intorno un suggestivo intreccio di palazzi gentilizi, piazzette, archi, logge, ringhiere in ferro battuto, scalinate, scoscesi vicoli e innumerevoli chiese fra cui la Cattedrale, risalente al X secolo, anche se ricostruita dopo i forti danni subiti dai vari terremoti che più volte hanno messo a dura prova la città, non ultimo quello tragico del 1980. E poi la seicentesca chiesa del Carmine, che al suo interno custodisce fra le altre opere d’arte una Sacra famiglia di Girolamo Bresciano, e la quattrocentesca chiesa di Sant’Andrea col suo Presepe artistico e Deposizione, una particolarissima composizione di sculture in terracotta e legno eseguita da maestri napoletani del Settecento.

 

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